Vincitori Scintille in 100 parole 2015 II edizione

LS sole 6

Si è conclusa la II edizione del concorso letterario “Scintille in 100 parole” 2015.

L’obiettivo era di raccontare una storia in cui, all’improvviso, inaspettato, si presenti un colpo di scena.

Le categorie erano tre: Ho scorto l’anima – L’Hotel Rimini – La lama rossa

La giuria composta da Marco Valenti (Roma), scrittore, Giusy Càfari Panico (Piacenza), poetessa, critico d’arte e Paolo de Chiara (Isernia), giornalista e scrittore ha valutato i numerosi testi con i seguenti criteri: lingua italiana, composizione 100 parole, rispetto tema, leggibilità, impatto emotivo, efficacia messaggio con un punteggio da 5 a 10.

Tutti i testi sono stati apprezzati e sono risultati di un buon livello ma hanno vinto coloro che hanno ottenuto il punteggio più alto; otto vincitori, quattro pari merito.

La premiazione ufficiale si svolgerà sabato 13 febbraio 2016 alle ore 17.30 presso L’Auditorium Lettimi in Via Cairoli 44  Rimini. Si prega di confermare l’eventuale partecipazione all’evento per ritirare il premio oppure di scrivere il proprio indirizzo per far recapitare i premi alla mail: scintilledimaggi@gmail.com

Ecco i nomi:

CATEGORIA L’HOTEL RIMINI – GIURATO MARCO VALENTI 

Primo Premio Edda Valentini (Rimini)

Nell’ampia cucina del Grand Hotel di Rimini oggi c’è una strana agitazione. Il tassì si ferma dirimpetto all’imponente edificio liberty, avvolto nella nebbia. Ne scende l’anziano ed elegante Signor Barden, con una valigetta stretta sotto braccio.

Appena entra nella hall, il giovane lift lo accoglie con un caloroso bentornato e lui gli elargisce una lauta mancia.

Non usa l’ascensore. Sale a fatica le scale fino alla suite e si adagia sul letto. Quando riprende fiato apre la valigetta. Contiene una divisa da chef. La indossa con cura.

Lo fa ogni anno, nella ricorrenza del suo congedo, per placare l’inguaribile nostalgia.

 

Primo Premio Lorenza Ravaglia (Imola)

Le mattine d’estate cominciano molto presto. Mia madre compra pane e bomboloni, poi si scende in spiaggia, non oltre le otto e mezzo. L’aria fresca mi pizzica le braccia mentre trasporto il secchiello con i giochi fino al bagno numero 89. “Vado a raccogliere le conchiglie per il mio castello” dico alla mamma, che sferruzza sotto l’ombrellone. Calpesto la sabbia bagnata alla ricerca di tesori, finché lo vedo: un enorme relitto, con un’insegna che dice “Hotel Rimini”. Attraverso la passerella, entro. L’interfono continua a chiamare una bambina con un costumino rosso.I suoi genitori l’aspettano dal 1974.  Persa nella Publifono.

 

Diploma di merito Roberta Maraccio (Rimini)

Clochard, senzatetto, coperti di stracci e cartoni, sulle panchine e nei sottopassi della stazione. Paolo sale sul taxi, con un senso di disagio nello stomaco. Davanti all’hotel ammira gli addobbi, le luci natalizie, l’enorme albero, le decorazioni costosissime. Entra in cucina ancora con la valigia in mano. «Quanti pasti hai preparato?» «Quaranta». «Quanti altri ne puoi preparare?» Il cuoco risponde e Paolo soddisfatto chiama Radio Taxi. Tre auto. Sgancia cinquanta euro ad ognuno e parla con i taxisti. Dopo mezz’ora ritornano con un carico di uomini e donne vestiti di stracci e lo sguardo smarrito. Paolo sorride. Ora è Natale!

 

CATEGORIA HO SCORTO L’ANIMA – GIURATO GIUSY CAFARI PANICO

Primo Premio Laura Sabatino (Roma)

Era nata calva e rimasta così per il primo anno di vita, ma poi gran parte della sua esistenza era stata definita dai capelli. Ricci e ribelli, che attiravano l’attenzione e lei non lo sopportava. Un giorno d’autunno le consigliarono di tagliarli. Scelse un parrucchiere giovane e timido per battere sul tempo le medicine. Gli disse cosa doveva fare e lui non commentò nè la compatì. Infine guardarono insieme la sua immagine riflessa nello specchio, la testa calva come da bambina, e fu come se per un attimo il ragazzo comprendesse la sua anima ferita, e l’aiutasse a restare viva.

Diploma di merito Donatella Lignola (Rimini)

ciao…sono amore

mi presento a te

con passo lieve,

come leggera brezza

di mare,

come Arlecchino giocoso;
mi insinuo nella tua mente

creando figure di bimbo…

rubo il pensiero ed arrivo

lì proprio alla tua anima,

la prendo senza chiedere

la stringo e lacero finché

non si arrende,

e poi al cuore

diretto senza alcun

timore…non gesti

nè parole, ti ho ormai

in pugno…e nn ti lascerò

finché l’anima sfinita

nn tornerà stanca a te:

ecco sono io amore…

da me ritornerai”

e ancora scorgerò quell’anima

che sempre mi appartiene,

e in cui sempre

mi rifugerò…

questo sono io

Amore!

 

CATEGORIA LA LAMA ROSSA – GIURATO PAOLO DE CHIARA

Primo Premio Martyn Ward (Lussemburgo)

Giordano respinse le avances della ragazza al bar. Anni di tensione e medicinali l’avevano lasciato incapace di qualsiasi rapporto con una donna. Comunque, uno sbirro in incognito ha altre preoccupazioni. Ormai era scoperto.  La ‘Lama Rossa’, un killer ricercato da anni, doveva eliminarlo. La sua missione era di anticiparlo.

In hotel vide la porta della sua camera socchiusa e lei sdraiata e sorridente, una mano sotto il cuscino. Sentì un desiderio travolgente dimenticato ormai da anni.

Lasciando cadere la pistola e tenendole fermi i polsi, sentì un’esplosione di gioia e sollievo. Ritirandosi, si sedette sul letto girandole le spalle. Aspettò.

Diploma di merito Stefania Mereu (Cagliari)

Pausa pranzo. Non ho fame. Poco prima, l’ennesima mail vessatoria. «Basta», mi dico. Mi balena di nuovo quel pensiero. Chiudo tutto. Entro nella toilette dell’ufficio. Il silenzio mi circonda. Doppi vetri, dappertutto. I minuti diventano anestesia di un dolore profondo, lacerante, distruttivo. Come non mai. Non sono io, no. Sono sempre stata me stessa. In positivo o negativo. Ho un paio d’ore prima che mi cerchino. Posso farcela. A morire. Ho chiuso tutto, faccio mente locale. Porte, PC, cellulare, pure l’anima. E anche la vita. Sui tagli frenetici di una lama diventata rossa. Non è facile. Ma ho deciso. Poi…

Diploma di merito Mario Pizzoli (Roma)

Accese le luci, mentre pensava al Capo della Mobile Fritzmayer. Era stato ucciso il giorno prima. Sapevano che era stato Schultz, un bullo imballato di soldi, un porco. Ma non avevano le prove. L’arma del delitto, una lama di 22 centimetri , gli aveva spaccato il cuore. Ma non era stata trovata. Unico indizio: era rossa, dai minuscoli residui sulla ferita mortale. Doveva trovarla. Ecco perché si trovava ora nella cabina del DEL4014. Impostò velocemente le coordinate: DEL lo avrebbe portato indietro nel tempo per trovare l’arma e impedire il delitto.
E magari far assaggiare a Schultz la lama rossa.

Premio Giovani Giorgia Righi (Pesaro)

Max suonò il campanello al banco della reception, in attesa che un’addetta venisse ad assegnarli una camera.

Max è un uomo d’affari molto importante, e necessita di trascorrere la notte in un hotel a Rimini, per essere l’indomani mattina presto in banca.

Dopo aver svolto le operazioni di check-in Max si diresse verso l’ascensore per salire in camera. Arrivato alla stanza 142 girò la chiave nella porta e l’aprì. Tutto accadde in una frazione di secondo. Un uomo di fronte a lui lo fissò, alzò il braccio e schiacciò il grilletto. Max cadde all’indietro, con lo sguardo fisso sul soffitto.

 

Grazie a tutti i partecipanti.

Arrivederci a Scintille in 100 parole 2016!

Maggie Van Der Toorn

scintilledimaggie@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci