Il caso di Roccaventosa

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Il caso di Roccaventosa di Giuditta di Cristinzi

 

Roccaventosa è un piccolo paese immaginario, situato in Abruzzo, in provincia di Campobasso, di origini antichissime, sicuramente coinvolto nelle guerre sannitiche. E’ abitato da gente fiera, lavoratrice e parsimoniosa, abituata a vivere nella tranquillità, sconvolta solo da eventi notevoli, come la recente guerra mondiale, infatti la storia si svolge nel 1948. Il borgo è concentrato attorno al castello appartenente al casato omonimo da generazioni e generazioni. Il maniero è quadrato con torri angolari cilindriche, circondato da un ampio parco cinto da mura imponenti. Improvvisamente accade un altro fatto che sconvolge il borgo: l’uccisione di Donna Clelia Papaleo, il cui cadavere è stato ritrovato, riverso a terra, rigido, con le mucose arrossate e alla bocca bava e sangue.

E’ questo lo spunto iniziale da cui prende il via l’ultimo libro, un giallo,  di Giuditta Di Cristinzi, intitolato “Il caso di Roccaventosa”, edito da Robin Edizioni (Roma) nello scorso mese di luglio.

La storia cattura  subito l’attenzione anche per l’abile descrizione del personaggio principale, l’ispettore Sandro Costa, il quale intuisce al suo arrivo nel paese di Roccaventosa, dove è stato trasferito dopo anni di servizio in Sicilia, che la morte della vecchia signorina Clelia non può essere naturale o accidentale perché i sintomi portano a sospettare un avvelenamento.

Le pagine esaltano un uomo brillante, deciso, astuto, affascinante, devoto al suo lavoro, ma con una grande debolezza: la passione per il gentil sesso.

Nonostante il suo amore per Maria, la sua presunta futura sposa che lo attende a Napoli, non nasconde la sua indole di latin lover e si reca spesso e volentieri presso la bettola del paese dove, oltre a pietanze saporite, lo attende Cecilia, la prosperosa cameriera.

L’indagine lo porta a frugare nelle vite di  ben venti sospettati, venti personaggi, ben descritti, ognuno con le sue caratteristiche, e conduce ad una soluzione inimmaginabile, scoperta soltanto nelle ultime pagine, come nei grandi romanzi gialli.

Un libro di 166 pagine, mai noioso, mai scontato, ma intrigante e scritto abilmente in un italiano diacronico che mostra un’autrice esperta, che prima di tutto è una grande lettrice.

Infatti Giuditta è ben consapevole di come far divertire il lettore e di come indurlo alla lettura. La storia è scritta in terza persona, come da un’osservatrice imparziale che solo nel finale svela un filo leggermente rosa che rispecchia la femminilità e la sensibilità dell’autrice. Un fiocco rosa come una corona per premiare Giuditta Di Cristinzi per il suo entusiasmo e la passione per la scrittura che coinvolge chiunque e introduce nel  mondo dell’Italia del Sud, terra così ricca di sapori, di sorrisi e colori intensi come il rosso della copertina che rappresenta “Roccaventosa”,   ma in realtà raffigura Venafro, nel Molise, la città dove è nata, dove vive e lavora la scrittrice.

A fine lettura si rimane con una curiosità: l’ispettore Costa raggiungerà la sua amata a Napoli e quali altri crimini lo attenderanno da risolvere con la sua inconcepibile astuzia?

Solo Giuditta ce lo dirà, magari in una futura  pubblicazione di un possibile seguito. Attendiamo ansiosi.

 

Disponibile in tutte le librerie, su Amazon e IBS, anche in e-book.

 

Maggie Van Der Toorn

Settembre 2016