Crescere

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Crescere

Crescere

Sto pensando a cosa farò da grande, cosa mi piacerebbe vedere, cosa mi aspetto da mia madre, cosa vorrei il mondo mi offrisse. Non è mai presto per immaginare il futuro, le cose potrebbero non realizzarsi come vorrei, e voglio essere sicura di aver pensato a tutto, di aver espresso i miei desideri e le mie aspettative.

Vorrei sentire sempre la sua mano, la sua stretta, vorrei darle tutta la mia energia, la mia voglia di vivere e vorrei vederla felice, vorrei che il nostro contatto fosse sempre un evento significativo. Vorrei che la sua presenza fosse per me un nutrimento,che mi insegnasse a diventare autonoma, che mi aiutasse a muovere i miei passi, supportandomi.

Vorrei che fosse al mio fianco quando sarò incerta nel mondo, vorrei sentirla come uno scoglio in mezzo al mare, vorrei che il suo abbraccio si prolungasse nel tempo, sempre, e vorrei che le sue braccia mi accogliessero sempre aperte quando, e succederà, mi sentirò insicura.

Vorrei che i suoi insegnamenti fossero le mie basi, e vorrei poterle sempre esprimere, attraverso il mio insensato, potente, fanciullesco disegnare, l’unico concetto che mi permetterebbe di qualificarla: mamma. Vorrei che fosse la mia insegnante, la mia scuola, che mi consegnasse al mondo, alla mia necessaria crescita, al mio diventare donna, con l’ansia e l’amore che solo una madre possiede,e che mi attendessein ogni passo crucialecon la sua rassicurante presenza. Vorrei che mi insegnasse sempre come intrecciarmi nei rapporticon gli altri,come rapportarmi teneramente ad un’amica, o difendermi dagli insulti della gente e della vita, vorreicheil suo sguardo fossesempre lì a consigliarmi.

Vorrei che aiutasse ad essere bella dentro grazie ai suoi principi, e fuori, con l’eleganza che una donna deve avere in ogni età della sua vita. Vorrei che colorasse la mia vita e le mie unghie di smalti forti, belli e colorati, per stupire tutti. Vorrei che la sua mano mi seguisse, distante ma pronta, in ogni passo della mia vita, quando avrò necessità di viverla, indipendente, senza rete, senza ritorno.

Vorrei che assecondasse le mie scelte, che le approvasse, che le facesse diventare la mia vita, il mio futuro. Vorrei che le mie mani, le mie dita, la mia stessa voce costruisse il mio presente, il mio futuro, e potesse descrivere il mio passato.

Vorrei che quando le mie mani saranno guarnite da un anello, me le stringa forte, che sia con me, che mi dia la forza di andare e che lo faccia con gioia, sapendo che non potrò fallire, e che la sua energia passerà dalle sue mani nelle mie.

Vorrei che le mie dita potessero suonare, per darle quelle vibrazioni che merita, per vederla rapita mentre ascolta il mio cuore, che intreccia melodie rese udibili dalle mie mani. Vederla felice renderà felice anche me.

Vorrei che quando le nostre mani si congiungeranno, non importa quante rughe saranno visibili, perché trasmetteranno sempre l’amore, la forza, la giustezza di una vicinanza familiare.

Vorrei che quando uscirò dal suo ventre tra pochi minuti, che quando mia madre mi vedrà, appoggiata sul suo seno, ancora sporca dei liquidi della gravidanza, veda in me il seme dell’albero che presto germoglierà, e che mi vorrà dare il suo amore.

Vorrei la vita.

Tratto da “Labirinti” edito da L’Erudita , Roma (2014)

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