Recensione di Caterina Guttadauro La Brasca

 

Mag ago 15

Bellissima recensione di Caterina Guttadauro La Brasca, scrittrice di successo e vincitrice di diversi premi letterari, autrice di “Silenzi d’amore” e “La vita appesa ai muri”

Labirinti è un libro composito, perchè narra tante storie che però sono legate tutte dallo stesso fattore: il tempo.

Questo ladro di vita, che ci ruba i momenti, i giorni, gli anni trasformandoli in ricordi. Il “per sempre” è un concetto che non lo quantifica per questo ci fa paura.

Maggie riesce, con sfumature sottili vissute dai suoi personaggi, a sfatare certi luoghi comuni . Ad esempio attraverso un suo personaggio, ci fa comprendere che se è difficile non aver paura della morte lo è molto di più affrontare una vita”senza tempo”.

Ma vivere significa anche crescere e dare voce, con grande intensità, a tutti i possibili scenari di una vita non ancora presente.

Esalta colei che la metterà al mondo e traduce, con parole assolutamente amorevoli, le voglie e le speranze di una vita ancora in grembo.

Ancora una volta il tempo, scandito dalle note di una canzone, può cambiarci la vita facendoci innamorare di cose che prima disprezzavamo.

L’Autrice descrive magistralmente i momenti di “vuoto” che accompagnano una vita, quando lasciarsi andare sembra l’unica soluzione possibile.

Si affronta senza curiosità o interesse quel volo e in una manciata di secondi si realizza quanto di noi abbiamo perduto, finchè il tempo si ferma, e un “uncino” di fiabesca memoria ci fa cambiare direzione.

Un aiuto salvifico per farci comprendere che il vuoto lo creiamo noi e”così come lo abbiamo creato, possiamo riempirlo e ripopolarlo, ascoltando il nostro cuore”.

Leggere questo libro dà la sensazione di trovarsi in un galleria d’arte, dove ogni quadro incornicia un preciso momento della vita.

Ognuno con i suoi colori, più o meno sfumati, con delle espressioni appena accennate, per poi passare a dei toni cupi, all’aridità di certi paesaggi che esistono ormai solo nei ricordi.

E poi… quel naif che ci richiama a quel bambino che è dentro ognuno di noi e ci porta ad accettare anche quello che non ci fa piacere vedere allo specchio.

Maggie, attenta, da spazio anche all’amore puro e assoluto che appartiene ad un fedele amico dell’uomo che non vuole sopravvivere alla sua perdita.

Maggie è la somma di tutti i suoi personaggi; schegge di luci o di buio l’hanno trapassata lasciando dentro di lei nostalgia di tempi lontani, che lei non identifica come passato perchè lo rivive attraverso ciò e coloro che trova dentro e attorno a se.

Si comprende, quindi, perchè prima di porre fine a questo suo viaggio, dia un ultimo saluto  ai suoi personaggi, facendo scaturire in noi una riflessione:ognuno ha un suo percorso da fare e fuggire non è la soluzione.

I successi e le sconfitte fanno parte del gioco, solo però, ancorandoci alla speranza possiamo andare avanti perchè non si può e non si deve essere solo spettatori della propria vita

 

 

Caterina Guttadauro La Brasca

la brasca

 

 

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