Incontro con Valeria Ancione

ancione

 

Perfezione; la parola chiave dell’incontro letterario con Valeria Ancione, autrice del romanzo “La dittatura dell’inverno” (Mondadori) che si è svolto venerdi 26 giugno nell’angolo magico del beach village Altamarea di Cattolica, organizzato dalla gentilissima padrona di casa Daniela Bartoli con ospiti Anna Sanchi, assessore della cultura del comune di Cattolica e Sabrina Carrozza, giornalista.

Un incontro letterario al centro di una spiaggia piena di luce, di sole, di brezza marina, di ritmo delle danze estive in una piccola oasi di meditazione per parlare di lettura, di libri, di scrittura. Il luogo perfetto per sedersi nelle comode poltrone o immergersi nelle vasche idromassaggio e sfogliare le pagine di un libro.

Valeria si presenta con una scia mediterranea e magnetizza da subito i partecipanti con la sua serenità e il suo sorriso. Risponde con coerente dolcezza alle domande di Daniela De Blasio (ufficio stampa APT Rimini) e spiega come è nata l’idea, ma soprattutto la necessità, di scrivere un romanzo.

L’autrice ci parla della perfezione dell’immagine, dei desideri nascosti e della sua ispirazione per raccontarsi come donna, come madre, come moglie, come figlia e connettere i personaggi del suo libro al valore più importante della vita: l’amore.

“La dittatura dell’inverno” parla di Nina, una donna dei nostri tempi che combatte quotidianamente per organizzare la sua vita e quella degli altri, impegnata tra le mille cose che ci si aspetta da una donna, dalla perfezione di una donna, una madre, una moglie; la società che desidera la donna forte ma tenera, accogliente e sempre presente con la sua perfetta immagine di femminilità. Quella donna che si aggroviglia per corrisponderne ma spesso si dimentica di esistere. Le protagoniste del romanzo affrontano un viaggio all’interno di se stesse per scoprire realtà respinte, trovando la forza di viverle come una seconda possibilità tramite una fuga dagli abitudini.

Allora mi sorge una domanda: Scrivere significa fuggire?

Non credo si tratta di fuggire ma di desiderare. Scrivere è creare, è comunicare e donare attraverso la lettura una riflessione per riconoscersi in uno specchio di parole ed emozioni.

Maggie Van Der Toorn

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