Posti a sedere a Napoli

La prima cosa che si percepisce quando si arriva a Napoli è la sua intensità. La città accoglie chiunque ci entri con un abbraccio piacevole di colori e suoni che si estende tra i viali e la cordialità degli abitanti. Tutto è più accentuato a Napoli, compresa la cultura che si respira nei monumenti, teatri e musei, ma che si avverte soprattutto tra la gente. Tale ricchezza si vede raramente altrove e arriva soprattutto dal forte desiderio di comunicare, divulgare e combattere quei luoghi sovrastati da un vulcano minaccioso. Ed è proprio quella la vera forza di Napoli: il legame con il territorio e la storia, più forte di qualunque altra cosa, in un clima amichevole dove ci si aiuta e il rifiuto non esiste.

Dalla Certosa di San Martino si può osservare tutta la bellezza del mare, le isole, ed il lungo viale di Spaccanapoli che taglia il quartiere nettamente a metà. Bisogna fare attenzione quando si cammina per i giardini che mostrano la veduta dall’alto perché si rischia di perdere la cognizione del tempo per quanto è incantevole ed affascinate.

Fare parte di tutto questo, anche solo per un giorno, e presentare il proprio libro in questa cornice è una meta che avevo bramato da molto, anche se poi la realtà ha superato ampiamente le mie aspettative. La cornice dell’incontro, un posto bellissimo, un “posto a sedere”, mi ha permesso di conoscere un pubblico attento ed interessato. La presentazione sì è svolta nel quartiere Vomero, nella libreria Iocisto, la libreria di tutti come c’è scritto ovunque e che rispecchia perfettamente lo spirito Napoletano.  Oltre ad avere un vasto assortimento di volumi è un luogo d’incontro per parlare di libri, ma anche di pittura, cinema e tutto quello che riguarda l’arte e la cultura. Un posto caldo ed accogliente dove ci si sente a casa, per tutti appunto.

E’ lì che incontro Enza Alfano, autrice, giornalista, insegnante e coordinatrice dell’officina delle parole che organizza corsi di scrittura e che parla, insieme alla giornalista Federica Flocco, del mio libro, ed è lì che pur stando seduta al tavolo con le relatrici, divento spettatrice. Enza fa un’analisi dettagliata della mia scrittura, sottolineando la tecnica di narrazione, spendendo tante belle parole di cui la ringrazio. Seguo con attenzione la sua analisi e mi rendo conto solo in quel momento della funzionalità dell’opera, come se mi scoprissi davanti ad uno specchio. La sala è piena, soprattutto donne, con tanto desiderio di apprendere per poter raccontare e che seguono con attenzione tutto quello che sta succedendo. Il loro entusiasmo è stimolante  e crea subito un’intesa forte, anche se è la prima volta che ci incontriamo.

Con grande piacere noto la presenza di alcune mie amiche e colleghe, autrici che conosco da qualche tempo e che mi hanno seguita fino a qui: Napoli è piena di sorprese.

La presentazione si conclude con la firma delle copie, uno scambio di informazioni e una vera pizza Napoletana.

Ora capisco il detto: Vedi Napoli e poi muori, perché quando si vive una realtà come questa, così intensa e forte, si cresce, se ne esce più ricchi di prima, come se si fosse ricevuto un’iniezione di vita, e si cambia, in meglio. Ringrazio tutti coloro che mi hanno fatta crescere con la speranza di tornarci presto.

Maggie Van Der Toorn

25 gennaio 2017

 

 

 

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